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MUSICALMONDO: UN VIAGGIO FRA LE CULTURE
E ' una giornata tiepida, il sole scalda la schiena. Gli ultimi preparativi..e si comincia... La vivacità dei suoni arriva subito, è coinvolgente..le voci dei bambini seguono il ritmo di bonghi e tamburelli, risvegliano l 'atmosfera che subito si scalda. Le mani e i piedi battono insieme e seguono un ritmo africano, la melodia di parole e note è dolce e leggera, allegra e delicata. Le voci dei bimbi si sovrappongono in un 'armonia di colori diversi ma complementari....lontani ma uniti dalla stessa onda. I loro sguardi complici costruiscono un puzzle in cui ognuno aggiunge un pezzetto.. Adesso il ritmo cambia e ci porta in America del sud, e la voce solista della bambina che canta in spagnolo è sollevata da un coro vivace che la rende ancora più bella. Si viaggia intorno al mondo, pur restando fermi nello stesso punto. Ascoltarli è un piacere , guardare la loro fresca semplicità fa star bene e fa venir voglia di muoversi. Un ragazzino down balla e sorride, la musica gli entra dentro come un vortice e il suo viso è il ritratto della serenità. Quando Alessandra sale sul palco la timidezza le imporpora il viso, sembra quasi pentita di essersi proposta...Le sue parole di introduzione incuriosiscono chi la ascolta, e quando comincia a cantare, la sorpresa è affascinante. Ci porta fra gli Indiani d 'America Alessandra, con una melodia di sola voce che racconta il legame con la terra e le proprie radici; il suo canto emoziona e coinvolge, risveglia sensazioni antiche. Sorvolando gli oceani profondi ci troviamo in Giappone, fra tessuti preziosi e uccelli variopinti..canta un sentimento d 'amore malinconico e profondo, e come l 'amore esprime suoni delicati ma potenti. I suoi occhi a mandorla sembrano disegnati apposta per rendere le immagini più reali... Infine siamo condotti nella fredda Polonia, dove il suono si fa più ritmato, le sfumature più accese. Non servono chitarre e tamburi, la sola voce, nuda e a tratti dissonante ma armoniosa e squillante, basta a rendere pieno questo viaggio.. L 'ultimo ascolto è per Eugenio, ragazzo russo da poco arrivato a Genova. A questo punto tutto cambia, la scena si tinge di tenui colori seppia , le melodie si fanno dolci e malinconiche, tristi e viscerali. Con le dita il cantautore biondo sfiora le corde della sua chitarra, e si accompagna in pezzi commoventi, cantando ad occhi chiusi. Mentre suona il suo viso esprime sentimento puro. Canta l 'amore, la lontananza, il patimento..Pur senza capire le parole, arriva diretta al cuore la sua espressione, il suo senso di malinconia. La voce calda e profonda, porta la mente in luoghi lontani, tutto intorno come per magia si materializza un locale in penombra, pieno di gente dagli occhi chiari, che si scalda e brinda con un bicchiere, che applaude con entusiasmo e sguardo commosso. Il sole adesso sta calando, il freddo si fa pungente, a poco a poco si torna a Genova, in Italia. Qui dove anche solo per un giorno, per qualche ora, con intorno la cornice della città, un piccolo palco raccoglie sensazioni diverse, paesi distanti, suoni, storie e culture lontane, e le intreccia insieme, grazie ad un solo potere: quello della musica.
Lorena Poggi Non sono presenti commenti. Inserisci un commento:
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